La cultura serve al presente

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Il 2010 sarà ricordato come l?anno del crollo dell?intervento pubblico nella cultura. Ma anche per i prossimi anni la manovra finanziaria ha di fatto decretato la fine di un ciclo di sviluppo e l?inizio di una fase di crisi in tutti i settori della cultura e dello spettacolo. In questo scenario negativo, nel quale tuttavia non mancano importanti e positive novità come l?inaugurazione del Maxxi e del Macro a Roma e del Museo del Novecento a Milano, vengono messi in discussione i valori profondi della cultura come conoscenza, sviluppo dell?individuo e delle comunità. Occorre, quindi, una riflessione approfondita che sappia rispondere a un quesito non più eludibile: quanto serve la cultura alle società di oggi che attraversano una fase di crisi o di trasformazione, per creare le premesse dello sviluppo, favorire il benessere dei cittadini e la qualità della vita? Nella situazione attuale, in cui è sempre più urgente la ricerca di nuovi equilibri della convivenza civile, di nuovi assetti che possano superare il divario Nord-Sud o quello tra poveri e ricchi, la cultura è davvero il presupposto fondamentale per la crescita economica nonché il parametro dello sviluppo civile? E se questo è vero, perché le scelte della politica vanno in direzione opposta? Il Rapporto Annuale Federculture, giunto alla settima edizione, è interamente dedicato a considerare e approfondire il valore sociale della cultura. Per i singoli individui e per la comunità. È, quindi, la logica prosecuzione della precedente pubblicazione (Crisi economica e competitività. La cultura al centro o ai margini dello sviluppo?, Etas 2009) che ha messo in evidenza, con dati, ricerche e analisi, l?apporto dell?industria creativa per la ricchezza economica, il reddito, il lavoro, la competitività. La cultura per l?economia e per la società, due facce di una stessa medaglia sulle quali si gioca, in fondo, la felicità e il benessere di ciascuno di noi. Il curatore:Roberto Grossi è Presidente e Segretario Generale di Federculture, di cui è stato tra i fondatori, e Consigliere di Amministrazione della Fondazione MAXXI (Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo). Per anni Direttore Generale dell?Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Consigliere di Amministrazione. Tra le numerose attività editoriali, ha pubblicato il volume "Cantiere cultura" con il Sole 24 Ore e "Il finanziamento della Cultura" con ed. CieRre. Ha realizzato e curato i Rapporti Annuali sulla Cultura: "La valorizzazione del patrimonio culturale per lo sviluppo" (ed. TCI), "Politiche, strategie e strumenti per la cultura" (Ed. Allemandi & C.), "Cultura tra identità e sviluppo" (Ed. Il Sole 24 Ore), "La cultura per un nuovo modello di sviluppo" (Ed. Allemandi & C.), "Creatività e produzione culturale. Un Paese tra declino e progresso" (Ed. Allemandi & C.),

Il 2010 sarà ricordato come l?anno del crollo dell?intervento pubblico nella cultura. Ma anche per i prossimi anni la manovra finanziaria ha di fatto decretato la fine di un ciclo di sviluppo e l?inizio di una fase di crisi in tutti i settori della cultura e dello spettacolo. In questo scenario negativo, nel quale tuttavia non mancano importanti e positive novità come l?inaugurazione del Maxxi e del Macro a Roma e del Museo del Novecento a Milano, vengono messi in discussione i valori profondi della cultura come conoscenza, sviluppo dell?individuo e delle comunità. Occorre, quindi, una riflessione approfondita che sappia rispondere a un quesito non più eludibile: quanto serve la cultura alle società di oggi che attraversano una fase di crisi o di trasformazione, per creare le premesse dello sviluppo, favorire il benessere dei cittadini e la qualità della vita? Nella situazione attuale, in cui è sempre più urgente la ricerca di nuovi equilibri della convivenza civile, di nuovi assetti che possano superare il divario Nord-Sud o quello tra poveri e ricchi, la cultura è davvero il presupposto fondamentale per la crescita economica nonché il parametro dello sviluppo civile? E se questo è vero, perché le scelte della politica vanno in direzione opposta? Il Rapporto Annuale Federculture, giunto alla settima edizione, è interamente dedicato a considerare e approfondire il valore sociale della cultura. Per i singoli individui e per la comunità. È, quindi, la logica prosecuzione della precedente pubblicazione (Crisi economica e competitività. La cultura al centro o ai margini dello sviluppo?, Etas 2009) che ha messo in evidenza, con dati, ricerche e analisi, l?apporto dell?industria creativa per la ricchezza economica, il reddito, il lavoro, la competitività. La cultura per l?economia e per la società, due facce di una stessa medaglia sulle quali si gioca, in fondo, la felicità e il benessere di ciascuno di noi. Il curatore:Roberto Grossi è Presidente e Segretario Generale di Federculture, di cui è stato tra i fondatori, e Consigliere di Amministrazione della Fondazione MAXXI (Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo). Per anni Direttore Generale dell?Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Consigliere di Amministrazione. Tra le numerose attività editoriali, ha pubblicato il volume "Cantiere cultura" con il Sole 24 Ore e "Il finanziamento della Cultura" con ed. CieRre. Ha realizzato e curato i Rapporti Annuali sulla Cultura: "La valorizzazione del patrimonio culturale per lo sviluppo" (ed. TCI), "Politiche, strategie e strumenti per la cultura" (Ed. Allemandi & C.), "Cultura tra identità e sviluppo" (Ed. Il Sole 24 Ore), "La cultura per un nuovo modello di sviluppo" (Ed. Allemandi & C.), "Creatività e produzione culturale. Un Paese tra declino e progresso" (Ed. Allemandi & C.),

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Caratteristiche


    • Marchio: Rizzoli Etas
    • Genere e argomento: Impresa e Persone
    • Collana: ECONOMIA CULTURA
    • Prezzo: 27.00 €
    • Pagine: 248
    • Formato libro: 0 x 0
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788845316630
    • Curatore: R.

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