La scommessa del Made in Italy

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La crisi del Made in Italy nella moda è sotto gli occhi di tutti. Se ne parla sin troppo. Meno si discute invece delle cause profonde di questa crisi e, soprattutto, se ci siano vie di uscita. Conoscere la storia del Made in Italy è un punto di partenza: una storia di idee, progettualità, amore per il ben fatto che viene dal vivere in uno dei paesi più belli del mondo. Una storia lontana dalle marche belle e senz'anima, dalle public company globali, dai prodotti transgenici. Dal passato al presente, per identificare le vere ragioni dell'attuale declino, al di là delle sfide competitive dei paesi a basso costo e della contraffazione. Un declino che vede tradite proprio la visione progettuale, la creatività diffusa sul territorio, la capacità di offrire al mondo una nuova "dolce vita". Ma in un paese seduto come l'Italia, la crisi rappresenta una straordinaria opportunità perché permette di ridefinire attori e regole del gioco di un sistema moda che appare vecchio, ingessato, corporativo.Dopo l'analisi, le proposte: rilanciare il Made in Italy significa sviluppare a livello di filiera un'innovazione di prodotto e di servizio orientata al mercato, comunicare (agli italiani innanzitutto) e supportare i mille talenti del nostro territorio, puntare sulla specializzazione come risposta alla massificazione produttiva e distributiva indotta dalla globalizzazione.Scommettere sul Made in Italy vuol dire scommettere sulla nostra capacità di continuare a offrire al mondo piccole felicità ed emozioni quotidiane.

La crisi del Made in Italy nella moda è sotto gli occhi di tutti. Se ne parla sin troppo. Meno si discute invece delle cause profonde di questa crisi e, soprattutto, se ci siano vie di uscita. Conoscere la storia del Made in Italy è un punto di partenza: una storia di idee, progettualità, amore per il ben fatto che viene dal vivere in uno dei paesi più belli del mondo. Una storia lontana dalle marche belle e senz'anima, dalle public company globali, dai prodotti transgenici. Dal passato al presente, per identificare le vere ragioni dell'attuale declino, al di là delle sfide competitive dei paesi a basso costo e della contraffazione. Un declino che vede tradite proprio la visione progettuale, la creatività diffusa sul territorio, la capacità di offrire al mondo una nuova "dolce vita". Ma in un paese seduto come l'Italia, la crisi rappresenta una straordinaria opportunità perché permette di ridefinire attori e regole del gioco di un sistema moda che appare vecchio, ingessato, corporativo.Dopo l'analisi, le proposte: rilanciare il Made in Italy significa sviluppare a livello di filiera un'innovazione di prodotto e di servizio orientata al mercato, comunicare (agli italiani innanzitutto) e supportare i mille talenti del nostro territorio, puntare sulla specializzazione come risposta alla massificazione produttiva e distributiva indotta dalla globalizzazione.Scommettere sul Made in Italy vuol dire scommettere sulla nostra capacità di continuare a offrire al mondo piccole felicità ed emozioni quotidiane.

Commenti

Autori (2)


  • Stefania Saviolo

    insegna Strategia delle imprese della moda presso l’Università L. Bocconi e la Scuola di Direzione Aziendale dello stesso Ateneo, dove è docente del MAFED, Master internazionale in Fashion, Experi [...]

  • Erica Corbellini

    insegna Strategia aziendale e Strategia delle imprese della moda e del lusso presso l’Università L. Bocconi e la SDA dello stesso Ate­neo, dove è anche direttore e docente del MAFED, Master inter [...]


Caratteristiche


    • Marchio: Rizzoli Etas
    • Collana: MANAGEMENT
    • Prezzo: 15.00 €
    • Pagine: 184
    • Formato libro: 22 x 14
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788845312182

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